La storia di Torremaggiore è legata a Federico II di Svevia che fece della Capitanata la sua terra prediletta. Muore infatti nella domus del borgo di Fiorentino il 13 dicembre del 1250. Nel 1255 le masnade di papa Alessandro IV attaccano i borghi di Fiorentino e Dragonara, i cui profughi formeranno il nucleo demografico di Torremaggiore, fondata a cinque miglia da Fiorentino, all'ombra di una torre di avvistamento fortificata costruita dai Normanni e rimaneggiata dagli Svevi Mentre Fiorentino è stato oggetto di approfondite indagini archeologiche che hanno consentito di riportare in luce i resti della città medievale, del borgo di Dragonara non rimane nulla, tranne un castelletto costruito nel XV Secolo da Paolo I de Sangro, che si è conservato quasi integro fino ai giorni nostri rimanendo comunque in attesa di una doverosa valorizzazione. Torremaggiore sorge dunque su un luogo ameno e fertile, che incoraggia lo sviluppo di un'agricoltura di eccellenza e la cittadina si distingue ben presto per la qualità del vino e dell'olio. La vecchia torre diviene un castello ducale che, una volta passato nel patrimonio secolare dei Principi De Sangro, viene ulteriormente ampliato durante i secoli XV e XVI. Nel 1902 viene dichiarato Monumento Nazionale. I de Sangro, esercitarono l'autorità su Torremaggiore per circa cinque secoli e furono, nel bene e nel male, fra i maggiori protagonisti della storia di questa terra. Un richiamo a parte merita Raimondo, il celeberrimo Principe di Sansevero che nacque in Torremaggiore il 30 gennaio del 1710. Oltre a Raimondo De Sangro ed al musicista Luigi Rossi, Torremaggiore ha dato i natali anche l'anarchico italoamericano Nicola Sacco, ingiustamente condannato alla sedia elettrica negli Stati Uniti d'America degli anni '20. Nel 1627, un tremendo terremoto scuote la Capitanata radendo al suolo pure l'originaria chiesa di S. Nicola, eretta dagli abitanti di Fiorentino nel quartiere Codacchio. I Torremaggioresi la ricostruiscono nel 1631 usando le macerie del borgo del Codacchio e quelle di Fiorentino, come testimoniano tutti i reperti inglobati nella facciata. La chiesa conserva un pregevole coro ligneo del ‘600, un'ancona intagliata con al centro il simulacro di san Nicola, tele di varie epoche e pietre funerarie. Dalle sue viscere parte un sotterraneo che raggiunge il palazzo ducale. Il quartiere del Codacchio è delimitato dalla cosiddetta "Porta degli Zingari" (o Arco Borrelli). Edificata nel ‘300, al di là di essa si insediò una colonia epirota che nel XVI sec. costruì una piccola chiesetta consacrata alla Vergine Odigitria, come si può osservare nella preziosa icona al suo interno custodita. Altre costruzioni religiose degne di nota sono S. Maria Degli Angeli, il Santuario di Maria SS. della Fontana, la chiesa di Santa Maria della Strada e la chiesa della Madonna Addolorata (o del Carmine), co-patrona di Torremaggiore. Il patrono principale di Torremaggiore è S. Sabino di Canosa, la cui statua è custodita dal 1800, in S. Maria della Strada. Pur essendo S. Sabino il patrono principale della città, tuttavia un'importanza speciale ricoprono i festeggiamenti per la Madonna della Fontana che si tengono il primo martedì dopo Pasqua. In tema di celebrazioni è utile ricordare che ogni anno, a partire da luglio, fervono i preparativi dell'edizione annuale del Corteo Storico di Fiorentino che si tiene nella seconda metà del mese di agosto. Torremaggiore è nota per la laboriosità e la maestrìa dei suoi agricoltori. La produzione vtivinicola rientra nel bacino del più classico S. Severo DOC (rosso e bianco), ottenuto con uve Montepulciano, Sangiovese, Bombino bianco e Trebbiano Bianco. Molti agricoltori locali non rinunciano al Nero di Troia, soprattutto per la formazione di vini per uso strettamente personale. L'olio, viene ricavato principalmente da un'oliva importata dalla Provenza dai duchi de Sangro e detta appunto "Peranzana". La Peranzana produce un olio saporito e conservabilissimo, dall'aroma fruttato, con lievi note di amaro-piccante, segno inequivocabile di scarsissima acidità. Per il suo patrimonio storico ed enogastronomico Torremaggiore costituisce una tappa eminente nel panorama turistico di Capitanata, ma anche un punto di riferimento per i consumatori più attenti alla qualità ed alla genuinità dei prodotti alimentari.